Come farsi trovare online come make up artist
C'è una differenza che cambia tutto e di cui si parla poco: essere scoperta e essere cercata non sono la stessa cosa.
Instagram è bravissimo nella prima. Una ragazza scorre, vede un tuo lavoro, ti segue: non ti stava cercando, ti ha trovata per caso. È scoperta, e per questo il profilo va tenuto.
La seconda è un'altra scena. Una sposa a tre mesi dal matrimonio apre Google e scrive "trucco sposa Roma", oppure chiede a un'amica il nome di qualcuno e poi cerca quel nome per capire chi sei. In quel momento non sta scorrendo: sta valutando. Ed è lì che quasi nessuna make up artist c'è.
Cosa cerca davvero chi ti sta cercando
Le ricerche che contano sono poche e molto concrete:
- il mestiere più la città — "make up artist Roma", "trucco sposa Milano"
- il servizio specifico — "prova trucco sposa", "trucco cerimonia", "make up per shooting"
- il tuo nome e cognome, dopo che qualcuno gliel'ha fatto
Le prime due ti portano persone che non ti conoscono. La terza è la più sottovalutata: è la sposa che ha già il tuo nome in mano e sta decidendo se fidarsi. Se cercandoti trova solo un profilo social, si è fatta un'idea di te in dieci secondi, e non è quella che volevi dare.
Perché un profilo non risponde a quelle ricerche
Un profilo social è costruito per essere sfogliato, non per essere trovato. Non hai modo di scrivere una pagina dedicata al trucco sposa e una al trucco per shooting; non decidi tu che testo compare; l'ordine è cronologico, quindi il lavoro migliore che hai fatto due anni fa è irraggiungibile. E soprattutto: quella vetrina non è tua, e le regole di chi la ospita cambiano senza chiedertelo.
Le tre cose che fanno la differenza
Una pagina che nomina quello che fai e dove lo fai. Non si tratta di ripetere "make up artist Roma" venti volte — quello lo si vedeva vent'anni fa e oggi funziona al contrario. Si tratta di avere un testo vero che dice di cosa ti occupi, in che zona lavori, come funziona la prova e cosa comprende il servizio. Chi cerca vuole quelle risposte, e Google mostra chi le dà.
Il profilo Google della tua attività. È quella scheda che compare a destra o sulla mappa quando cerchi un'attività locale, con foto, orari e recensioni. È gratuito, e per una ricerca con la città dentro pesa più di quanto pesi il sito. Va compilato bene e collegato al sito, non lasciato a metà.
Un portfolio diviso per tipo di lavoro, con le parole. Spose, cerimonia, editoriale, corsi. Non solo perché una sposa vuole vedere dieci trucchi da sposa di fila, ma perché una galleria senza testo, per un motore di ricerca, è una pagina vuota: le immagini non si leggono. Poche righe per raccontare ogni tipo di lavoro fanno esistere quella pagina.
Le foto da sole non bastano, e possono anche fare danno
Un portfolio è fatto di immagini pesanti. Se il sito ci mette otto secondi ad aprirsi su una connessione mobile, chi ti sta valutando torna indietro prima di aver visto qualcosa — e Google se ne accorge. Le immagini vanno ridimensionate e servite in formati moderni, con una descrizione testuale su ognuna. È lavoro noioso, si fa una volta, ed è compreso nel canone.
Quanto costa
Per cominciare servono due cose: il sito con le tue pagine e il modulo richieste che ti fa arrivare data, luogo, numero di persone e se c'è la prova, invece di "sei libera a giugno?".
- sito web su misura — €16,99 al mese
- modulo richieste — €3,99
Fanno €20,98 al mese, senza costi di attivazione. Il calendario delle date libere si aggiunge dopo, se il giro di messaggi per fissare le prove diventa un problema: lo puoi provare nel configuratore dei prezzi.
Da dove si comincia
Dalla pagina del servizio che ti porta più lavoro — di solito il trucco sposa — scritta come la spiegheresti a voce. Poi il profilo Google, che è gratis e si compila in un pomeriggio. Il resto viene dopo.
Se vuoi vedere come si traduce nel tuo caso, ne ho scritto nella pagina dedicata alle make up artist. E no, il sito non sostituisce Instagram: servono a due momenti diversi, e continuerai a usarli tutti e due.