Un profilo non è un portfolio
Una sposa che ti sta valutando vuole vedere dieci trucchi da sposa di fila, non scorrere sei mesi di post per trovarli. Un portfolio diviso per tipo di lavoro fa una figura diversa — e resta tuo.
Il tuo lavoro si vende con gli occhi, e il tuo portfolio oggi vive dentro Instagram: mescolato alle storie, ordinato per data invece che per tipo di lavoro, e su una piattaforma che non è tua e che può cambiare le regole domani.
Una sposa che ti sta valutando vuole vedere dieci trucchi da sposa di fila, non scorrere sei mesi di post per trovarli. Un portfolio diviso per tipo di lavoro fa una figura diversa — e resta tuo.
"Sei libera a giugno?" non basta per rispondere: servono data, luogo, quante persone, se c'è la prova. Un modulo con le domande giuste ti fa arrivare la richiesta già pronta per un preventivo.
Nel lavoro sugli eventi la disponibilità è tutto. Mostrare quali date sono ancora libere, e farsele bloccare direttamente, evita il giro di messaggi che spesso finisce senza risposta.
Modulo richieste su misura per spose ed eventi, calendario per le date, e la seconda lingua se lavori con clienti stranieri o destination wedding.
Nessun costo di attivazione, nessun vincolo. I moduli si aggiungono e si tolgono quando vuoi.
Certo, e devi. Instagram è dove ti scoprono, il sito è dove decidono. Servono a due cose diverse e il sito non sostituisce il profilo.
Non c'è un limite fisso, ma le immagini vanno ottimizzate per non appesantire il sito: è compreso nel canone, me ne occupo io.
Sì: spose, eventi, editoriale, corsi. È esattamente la ragione per cui un sito batte un profilo social.
Raccontami com'è organizzata la tua attività: ti dico cosa serve e cosa no.
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